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    June 30

    UN PO' DI CHIARIMENTI SULL'"OBBLIGO DI RETTIFICA" DEL LODO ALFANO

    Abbiamo ricevuto varie segnalazioni e preoccupazioni sull'obbligo di rettifica del Lodo Alfano: per questo cerchiamo di chiarire insieme a voi se sono preoccupazioni sensate o se sono le solite paure paventate ad arte dagli anti berlusconiani.

    Per quanto riguarda l'aspetto liberale ovviamente anche noi ci associamo: la libertà è la cosa primaria per una società altrimenti non avrebbe senso la democrazia.
    Se sei liberale però credi anche nella regola che "la mia libertà finisce dove comincia la tua", e soprattutto sei un garantista fino a prova contraria.

    Andando sul lodo Alfano per l'editoria (e non si parla solo di internet) viene detto nell'articolo 15 che "per i siti informatici, le dichiarazioni o le  rettifiche  sono  pubblicate, entro quarantotto   ore  dalla  richiesta, con  le  stesse  caratteristiche grafiche,  la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa  visibilità  della  notizia  cuisi riferiscono", se non si adempie a questo c'è una sostanziosa pena pecuniaria.

    Questa regolamentazione è un rafforzamento del "diritto di rettifica" Legge 6 agosto 1990, n.223  che consiste nella facoltà da parte dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti, pensieri, affermazioni, dichiarazioni, contrari a verità di richiedere al concessionario privato o alla concessionaria pubblica la diffusione di proprie dichiarazioni di replica, in condizioni paritarie rispetto alle notizie pubblicate.

    Questo dice la legge: con l'ultima legge di Berlusconi il diritto di rettifica è semplicemente garantito nel tempo, ovvero entro 48 ore i giornali e i siti internet tramite i loro moderatori (che dovrebbero essere presenti in tutti i siti) devono dare diritto di replica a chi ne fa richiesta entro 48 ore.

    Sinceramente  non ci vediamo nulla di catastrofico, anzi è una tutela del cittadino dire agli organi di informazione che se si vuole replicare ad un articolo che ci riguarda, la rettifica o il nostro punto di vista lo devono pubblicare entro 48 ore invece che tra 1 anno quando ormai la rettifica sarà inutile e possibili notizie mendaci sono state fatte passare per un anno sulla pubblica piazza.

    Con questa legge il legislatore non ha fatto altro che colmare una lacuna che esisteva nel precedente diritto di replica. D'ora in poi prima di diffamare una persona (che sia di destra, sinistra o apartitica) i giornali ci penseranno bene prima di pubblicare la notizia e soprattutto daranno a breve termine diritto di replica.
    June 29

    MENTRE IN IRAN SI RIPETE TIEN AN MEN IN ITALIA SI PENSA ALLE VELINE

    Mentre in Italia si sta ancora dibattendo sulle veline del Premier il resto del mondo tiene il fiato sospeso per le gravi vicende che stanno accadendo in Iran. Il solito campanilismo italiano ha portato le vicende private del premier – dal divorzio alle feste – a monopolizzare la televisione italiana, le chiacchiere da bar e i dibattiti politici in Parlamento infischiandosene del resto del mondo e degli ideali di democrazia e liberta’.

    Dispiace poi non vedere, come accadeva fino a qualche anno fa, le “correnti pacifiste” che hanno sfilato durante altre situazioni – penso alla guerra in Irak, in Afghanistan o nei balcani – durante il quale sembrava che tutta l’Italia, anche attraverso le bandiere arcobaleno, testimoniava il proprio orrore per le guerre.  Dispiace ancora di piu’ constatare ancora una volta che quei movimenti pacifisti si sono mossi (e si muoveranno ancora? Non si sa) solo nel momento in cui il paese in questione lottava o contro gli americani o contro Israele.

    Ancora una volta si e’ scoperta la vera natura di tali movimenti “pacifinti”, che invece di richiamarsi all’ideale neutro della Pace, si rivelano per quello che sono: strumenti di partito.

    In Iran si sta consumando una delle piu’ grandi tragedie di lotta per la liberta’ da Piazza Tien An Men: i giovani stanno cercando senza l’uso della forza di far valere i propri diritti di liberta’, di voto e di pensiero. Il regime dal canto suo sta mostrando i muscoli e purtroppo gia i morti si contano a decine. Il regime islamista deve fare i conti con una popolazione per l’80% giovane (un sogno per l’Italia!), che  nonostante la censura agli organi di informazione è sempre più difficile da controllare. La crescente disoccupazione, le università monotematiche religiose, la corruzzione nel regime, lo spettro della guerra sempre palesato dal governo hanno fatto il resto: i giovani iraniani si sono stancati di vedere un futuro sempre più nero.

    Non chiedono molto, se guardiamo bene non pretendono neanche la democrazia, gli basterebbe un “regime illuminato”, un po’ come ha fatto il padre della Turchia moderna Ataturk che è riuscito a portare in Turchia il valore del laicismo, della libertà e dell’uguaglianza. I giovani iraniani vogliono che siano riconosciuti i reali voti presi dal moderato Mousavi, vogliono la libertà di pensiero, vogliono università libere dalla religione o perlomeno laiche, vogliono poter studiare all’estero senza compromessi, vogliono più diritti verso lo Stato e non solo doveri, vogliono studiare i grandi autori occidentali, navigare liberamente su internet, scambiarsi opinioni senza aver paura di essere rinchiusi in prigione e poi c’è la grande questione delle donne discriminate che tutti conosciamo, e molte di queste che per la prima volta per spirito di libertà erano in piazza a protestare, sono state le prime a farne le spese.

    Ora che conosciamo tutto questo, che vediamo anche dai filmati che ci giungono dall’Iran la sofferenza di un intero popolo per una grande ingiustizia, quella di bruciare le ali ad una gioventù piena di speranze, speriamo che in Italia si parli meno di festini e più di ideali come la democrazia e la libertà dei popoli. Qualche politicante dice che ormai la politica degli ideali è finita: io dico che i politici vanno e vengono, gli ideali rimangono nella storia e impressi nel cuore di chi combatte ogni giorno per una vita migliore. Come stanno facendo i ragazzi iraniani che meritano tutta la solidarietà e il sostegno dei popoli liberi.

    June 09

    Nessun ribaltone, ma la gioventù di destra ben rappresentata.

    Purtroppo il candidato a Sindaco del centro-destra Sbrenna non ce l'ha fatta ad essere eletto. Questo dispiace soprattutto per l'impegno di molte persone, soprattutto ragazzi e ragazze, che credevano veramente nel rinnovamento a Perugia. Evidenetemente i perugini non si sono stancati delle multe ai semafori, della delinquenza, della droga, dei soliti raccomandati....

    Ma possiamo certamente affermare che la luce della destra perugina risplenderà nel rosso e tenebroso consiglio comunale che ci si presenta: oltre all'ottimo posizionamento dell'esponente di "forza italia giovani" Romizi (a cui auguriamo un grande in bocca al lupo) registriamo anche il terzo posto - primo tra gli ex aennisti - di Emanuele Prisco, dirigente di Azione Giovani, che abbiamo intervistato pochi giorni fa sul suo programma e aspettative. Niente da fare purtroppo per Alessia Ricci, a cui comunque auguriamo di continuare comunque il suo impegno politico. L'intramontabile Varasano - altro intervistato - invece potrebbe avere ancora delle speranze all'ultimo minuto e speriamo che rientri nella "corazzata giovane" del centrodestra al Comune. Sorpresa invece Scarponi, altro giovane proveniente da Azione giovani che è al momento l'ultimo dei consiglieri entranti, complimenti!

    Un consiglio comunale dunque ancora "rosso" ma con forze giovani e fresche nel centrodestra che sapranno dare battaglia al "regime" dello zar Boccali.

    In bocca al lupo a tutti!