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August 26 LA CARTA DEI VALORI DEL NOSTRO NUOVO MOVIMENTOCarta dei Valori La Giovane Italia, federazione di circoli per la libertà, opera sulla base dei valori del cristianesimo, del socialismo umanitario e del liberalismo solidale per: -- la crescita della persona in sé e nelle sue proiezioni relazionali, a partire dalla famiglia e dal lavoro; -- la diffusione delle libertà sociali ed economiche. -- la valorizzazione dei giovani come segno fondante della buone politica. La Giovane Italia è una libera associazione di solidarietà e d’incontro tra personalità diverse, organizzazioni diverse, militanze diverse che si uniscono non in funzione della loro provenienza ma in ragione di visioni, valori e obiettivi comuni. La Giovane Italia assume 5 principi di riferimento per le proprie azioni politiche e culturali: -- la libertà prima dell’uguaglianza; -- la produzione della ricchezza prima della sua distribuzione; -- il principio di sussidiarietà prima della regolazione pubblica; -- l’autogoverno e l’autonomia delle persone e dei gruppi sociali piuttosto che l’attesa dello Stato; -- l’uguaglianza delle opportunità piuttosto che il livellamento ugualitario; La Giovane Italia promuove lo sviluppo sociale attraverso la progressiva e coerente sostituzione dello stato assistenziale con una diffusa e plurale offerta di opportunità tese a dare autonomia e più potere alla persona; dai servizi alla natalità, all’apprendimento continuo, alla prevenzione e cura della salute, all’inclusione nel mercato del lavoro, alla protezione familiare dei soggetti non auto-sufficienti, alle forme previdenziali per una terza età dignitosa e attiva. La Giovane Italia considera necessaria una etica della responsabilità che investa gli individui, le famiglie, i corpi intermedi, le istituzioni attraverso un sistema di regole incentivanti e disincentivanti. La Giovane Italia considera il lavoro come il mezzo fondamentale per l’espressione del potenziale di ciascuna persona e sollecita in conseguenza nuove relazioni industriali utili a promuovere una equa distribuzione della ricchezza attraverso politiche salariali, variabili e differenziate, in relazione al contributo di ciascuno agli incrementi di produttività. La Giovane Italia concorre alla costruzione di un moderno Partito della Libertà, popolare e riformista, attraverso l’approfondimento delle strette relazioni che devono intercorrere tra la dimensione liberale e quella solidale nei suoi valori, nella sua visione, nella sua capacità progettuale, per la costruzione di un’alleanza tra meriti e bisogni. Forte dei suoi 6.000 iscritti, Giovane Italia si propone di “provocare un risorgimento morale e politico e la disponibilità ad un nuovo impegno per fermare il declino verso il quale il bipolarismo impolitico all’italiana sta conducendo il Paese”. August 22 L'Umbria e la disgregazione sociale interpretata dalla sinistraL'Umbria si conferma terra del disastro sociale: siamo l'unica regione d'Italia dove i casi di overdose e suicidio aumentano. Non solo, aumentano anche le ferite da arma da taglio. Questo e' l'allarme lanciato non da un uomo di partito della minoranza, ma dal professor Bussani ex primario del pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia (ex Silvestrini) di Perugia, un esperto del settore che in tanti anni ha vissuto l'evoluzione di questi tristi record umbri scaturiti da una dissennata politica sociale che ha fatto poco e nulla per arginare questi fenomeni. Il professor Bussani oltre a confermare il trend negativo su droga e suicidi denuncia un altro terribile primato umbro che si e' andato ad aggiungere proprio in questo ultimo anno: le morti bianche. Sono infatti in crescita in Umbria le morti per lavoro.
In Umbria, spiega il primario in un noto quotidiano umbro, si "respira il male di vivere", in qualsiasi eta'. Non solo, e' allarmante anche il fatto che la droga in Umbria sta dilagando sempre piu' tra i giovani e con gli spacciatori che vengono pizzicati ormai frequentemente davanti alle scuole rispetto alle "solite" zone presso le stazioni e parchi. Questi dati dimostrano in modo ineluttabile il totale fallimento della politica sociale e di sicurezza messa in atto dalla giunta Lorenzetti: addirittura Napoli , con i suoi tanti problemi, ha registrato un dato migliore della nostra regione evidenziando una netta diminuizione delle overdose che registrano un - 44%, mentre da noi (unico dato in Italia) sono aumentate del 60%!. A poco servono le giustificazioni di locchiana memoria in cui cercando di nascondere le proprie colpe sul disastro sociale interpretato dalla sinistra umbra si cercava di far vedere un bicchiere pieno che in realta' non c'e' mai stato: far vedere questi dati in maniera "positiva" dicendo che "tanto sono dati che colpiscono pochi umbri, in quanto la maggior parte dei tossicodipendenti viene da fuori" non puo' certamente redimere l'operato scellerato di una amministrazione che durante le elezioni si riempe la bocca di parole come "lavoro", "salute" e "integrazione", mentre una volta finita la battaglia elettorale non fa nulla per la salute dei cittadini e per l'integrazione di chi viene da fuori con la popolazione locale. Una amministrazione che rimane impassibile quando si registra il record di morti per droga o quando cominciamo ad essere la regione d'Italia che in rapporto alla popolazione registra piu' morti sul lavoro non e' certamente una buona amministrazione.
Una volta "lavoro" e "salute" erano i cavalli di battaglia della sinistra "storica": oggi non sembra che questa sinistra riesca ad andare oltre alla parola "c" del vocabolario: quella del "capitale" visti i tanti intrighi scoperti dalla magistratura negli ultimi anni nei rapporti tra amministrazioni, imprenditoria e negli ultimi anni anche con importanti infiltrazioni mafiose. L'inconsistenza della politica sociale in Umbria si vede anche nelle risposte che sono state date negli ultimi anni dall'amministrazione regionale per arginare questi fenomeni: per ovviare al problema delle overdose si e' provveduto a dotare il personale sanitario mobile del famoso "narcan", una droga ignettata al tossicodipendente nel momento in cui e' sotto overdose (quando si e' ancora in tempo). Questa droga - perche' questo e' - non fa altro che nei migliori casi salvare la vita al tossicodipendente ma mantenendolo comunque in uno stato di tossicodipendenza: dopodiche' il tossicodipendente viene portato in ospedale e rilasciato poco dopo, pronto per un futuro stato di overdose che prima o poi verra' ancora una volta. Il trend negativo che si sta delineando anche quest'anno per le morti di overdose - 2 casi registrati proprio qualche giorno fa - conferma l'inutilita' di questa soluzione in quanto non e' il "curare" la soluzione migliore ma il "prevenire". Prevenire vuol dire lotta allo spaccio, togliere l'offerta di droga in Umbria o perlomeno restringere ai massimi livelli i gradi di liberta' e di movimento agli spacciatori che oggi sono liberissimi di operare in pieno giorno magari in una piazza affollata di studenti. Il mercato umbro della droga risulta infatti risulta essere quello con il miglior rapporto qualita'/prezzo, un binomio che attira tossicodipendenti (e la malavita) da ogni parte d'Italia. Inoltre nella prevenzione e' importante garantire anche aiuto fisico e psicologico tanto ai tossicodipendenti quanto alle loro famiglie che comunque vivono una tragedia: in Umbria abbiamo tante comunita' cattoliche e laiche che fanno questo di mestiere ma che vengono troppo spesso ignorate dalle amministrazioni e soprattutto sono in costante difficolta' economica per portare avanti queste opere di solidarieta'. Non importa se chi muore poi non e' "umbro" - giustificazione campanilista di chi non sa risolvere il problema - ma importa che gente da tutta Italia viene a comprare e poi morire nella nostra amata regione, che di questi record non ne ha davvero bisogno. Questo e' il dato che deve far riflettere ed e' questa la prova tangibile di una Sinistra che ha perso ogni legame con il territorio, con la realta' sociale e culturale umbra e soprattutto con i cittadini che non si sentono piu' sicuri in quella che una volta era una delle regioni piu' tranquille d'Italia. |
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