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Circolo Azione Giovani PerugiaPaolo Borsellino |
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Benvenuto nel mio Spaces!
azione giovani bolognawrote:
Salute a voi camerati!
Grazie per la richiesta di diventare amico, che è stata puntualmente soddisfatta!
Che il domani ci trovi sempre forti e fieri!! BOIA CHI MOLLA!
Nobis. Ag Bologna
May 8
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September 21 Facciamo chiarezza sulla riforma GelminiComincia l'autunno caldo nelle scuole e la Sinistra comincia a fomentare l'odio contro il Ministro Gelmini., nonostante le ultime recensioni positive sulla riforma della scuola. Anche in Umbria il grido di battaglia e' partito con mozioni in vari consessi che fanno molto rumore e che si possono tradurre con una frase: "ci vogliono far chiudere le scuole e licenziare i professori". Citando numeri su numeri sui tanti tagli di docenti e personale ATA. Il problema di fondo nasce alla radice: la Sinistra guarda alla scuola come un ammortizzatore sociale, una scuola docente-centrica che vive in funzione dei maestri e del personale a cui puo' dare occupazione e magari qualche voto. La destra vede la scuola come luogo dove crescono i cittadini del futuro, dove tutto deve ruotare nella formazione dello studente, una visione piu' studente-centrica. Da qui subito potremmo fare varie considerazioni, ma andiamo avanti. Il problema nasce da una considerazione di fatti e non di parole a cui una Mozione, oltre che fomentare il fantasma dei tagli ingiustificati, dovrebbe ispirarsi. I tagli ci sono, ma i docenti e il personale scolastico non sono stati abbandonati economicamente come si vuol far credere, e questi saranno tutelati al pari di un operario che perde il lavoro, anzi di piu'. Invito i lettori a leggersi qualcosa sulla "indennita' di disponibilita'" prevista, sulla priorita' per le supplenze temporanee garantita e sul fatto che i giorni da precario avranno valore giuridico ai fini di anzianita' della carriera: una serie di ammortizzatori sociali che farebbero invidia anche ad un operaio licenziato senza giusta causa. La mozione parla anche di una "dequalificazione del sistema scolastico", e qui viene davvero l'assurdo: il sistema scolastico italiano e' l'ultimo d'Europa (compresi i Paesi dell'Est!) e tra i piu' mediocri nel mondo. Il sistema universitario italiano e' peggiore di quello di Cile e Messico. Mi chiedo quindi quale sia l'interesse di una certa parte politica a difendere un sistema scolastico colabrodo, se non per meri fini propagandistici. Ci sono recenti numeri previsti per il nuovo anno scolastico che hanno smentito gia una menzogna paventata dalla Sinistra: il tempo pieno quest'anno sara' garantito a 50.000 studenti in piu' rispetto all'anno scorso e le classi aumenteranno con un +2.191. Nella mozione presentata dal PD in Comune si fa anche riferimento ad un non precisato "adeguamento agli standard europei", volendo sottolineare quindi che la Gelmini sta andando contro ogni logica europea in materia: invito i firmatari della mozione a leggersi due importanti recensioni: uno quello di un giornale estero che non puo' essere spacciato per essere di destra, l'Economist , dove Roger Abravanel accoglie con favore la riforma Gelmini - e qui inviterei la sinistra a leggere i giornali stranieri non solo quando male del Governo Berlusconi - e poi gli ultimi rapporti Ocse, sia dell' Education at Glance e di Eurydice, che puntano il dito contro il sistema di istruzione italiano in confronto al resto dei Paesi europei. In sostanza ci viene detto che siamo il sistema piu' vecchio d'Europa: docenti troppo anziani, pagati poco certo, ma anche perche' lavorano mediamente 70 ore in meno della media europea. Anche sulla questione degli aumenti in busta paga legati all'impegno e al merito di ogni docente l'Italia mostra il ritardo più evidente: i primi interventi sui salari sono stati realizzati nei paesi europei a partire dai primi anni 80 con l'obiettivo di stabilire i livelli di retribuzione anche in base al merito, alle prestazioni in classe, alla maggiore formazione e ai titoli conseguiti dall'insegnante nel corso della sua carriera. Nella maggior parte dei paesi europei gli insegnanti sono assunti a livello centrale o comunque a un livello decisionale superiore, dove l'istruzione è di competenza degli stati federati o delle autorità regionali mentre in Italia invece gli insegnanti vengono assunti dagli organi amministrativi dell'ufficio regionale per l'istruzione a livello provinciale, con tutte le possibile conseguenze di influenza della politica locale del caso. Siamo il Paese con il maggior numero di insegnanti per studente: In Italia ci sono 11.5 insegnanti per cento studenti, in Francia 8.3, Finlandia 7.6, Giappone 7.1, Germania 6.6. Questi sono i dati europei che ci bacchettano, ora veniamo a quella "antieuropeista" della Gelmini: maestro prevalente, aumento del tempo pieno, reclutamento piu' centralizzato dei professori (ricordo le famose leggi anti-baroni della scuola), stipendio legato alla qualita' del proprio curriculum e non alla "quantita'" e i professori, al pari gli studenti stessi devono formarsi continuamente per garantire un elevato livello di istruzione. A queste considerazioni posso aggiungere le regolamentazioni che quest'anno contrasteranno il caro scuola: tetti alla spesa scolastica dei libri, la possibilita' da parte delle scuole di adottare il famoso e-book e l'obbligo per le case editrici di bloccare per 5 anni le nuove edizioni (salvo casi eccezionali di aggiornamenti inderogabili come la Storia). Ma queste informazioni forse sono sfuggite ai piu' o forse volutamente occultate: il pensiero maestro-centrico della scuola non tiene conto del caro-scuola o alla qualita' dell'istruzione. Il pensiero studente-centrico della scuola invece si occupa di fornire agli studenti tutti gli strumenti utili per crescere come cittadino. September 07 GIOVANE ITALIA PRESENTATA IN UMBRIASiamo stati ospiti dei ragazzi della Giovane Italia di Gualdo: infatti proprio ieri e' stato inaugurato per la prima volta in Umbria il coordinamento di Giovane Itala Gualdo Tadino.
Oltre alle autorita' istituzionali presenti come Assessori e Sindaco, erano presenti anche tutti i dirigenti di spicco regionali e provinciali del PDL come Andrea Lignani e Massimo Monni alla presidenza provinciale del partito, e di Fiammetta Modena consigliere regionale.
Per rappresentare il mondo giovanile umbro accorso a questa grande festa, c'erano Marco Squarta neo dirigente nazionale della Giovane Italia e Luca Briziarelli quale coordinatore regionale del neonato movimento.
Dobbiamo fare i nostri complimenti a tutti i ragazzi di Gualdo che hanno organizzato un bellissimo evento, mostrandoci anche con delle proiezioni e musica la Gualdo che era un tempo e come e' oggi: un inno al territorio che ha meravigliato tutti. Non a caso i dirigenti della Giovane Italia annunciano che la prima festa regionale del movimento sara' proprio a Gualdo Tadino, una citta' vincente tanto per il PDL quanto per i giovani che hanno dato prova di grande organizzazione.
Complimenti ragazzi e W LA GIOVANE ITALIA !! September 01 PROGRAMMA ATREJU 2009Cari amici,
finalmente ecco il programma completo di Atreju. Vi ricordo che il nostro Circolo organizza la trasferta per Roma: noi saremo all'evento da Sabato mattina presto, i posti sono pochi e affrettatevi a contattarci !
ore 17:00 Inaugurazione di Atreju 2009 Saluti: Gianfranco Sammarco, Presidente Pdl Roma, Francesco Lollobrigida, Presidente Pdl Provincia di Roma, Vincenzo Piso, Presidente Pdl Lazio. Partecipano: Denis Verdini, coordinatore nazionale Pdl, Daniele Capezzone, portavoce Pdl, Laura Marsilio, Assessore Scuola e Politiche Giovanili del Comune di Roma. Modera: Marco Perissa
ore 18:30 L’attimo fuggente Idee, suggestioni e concretezza: la politica per lasciare il segno SILVIO BERLUSCONI a confronto con la Giovane Italia Modera: Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù.
ore 20.30 Premio Atreju 2009
ore 21.30 Concerto LUNATRASH
giovedì 10 settembre 2009 ore 11.00 La classe non è acqua Gare, sfide, tornei, piscina
ore 15.00 Caffè Novecento Presentazione del libro “Il Rugby, una partita nella vita” di AA.VV. Modera: Massimo Pelliccia
ore 16.00 La ricerca della felicità La sfida dei giovani italiani nell’epoca della paura Si confrontano: Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Pierluigi Bersani, parlamentare, Alessandro Rimassa, autore del libro “Generazione Mille euro”, Francesco Delzìo, autore del libro “Generazione Tuareg” Modera: Vittorio Pesato
ore 17.30 Viaggio al centro della Terra Alla ricerca di un nuovo manifesto ambientalista Si confrontano: Mons. Giampaolo Crepaldi, Arcivescovo di Trieste, Roberto Menia, Sottosegretario all’Ambiente, Fabio Rampelli, parlamentare, Benedetto della Vedova, parlamentare, Fulco Pratesi, fondatore di WWF Italia Modera: Michele Pigliucci
ore 19.00 Evita Una storia di popolo e politica Partecipano: Giulio Andreotti, senatore a vita, Marcello Veneziani, giornalista e scrittore, Carola Vai, scrittrice Modera: Alberto Spampinato
ore 20:30 Premio Atreju 2009
ore 21.30 Concerto LOST
venerdì 11 settembre 2009 ore 11.00 La classe non è acqua Gare, sfide, tornei, piscina
ore 15.00 Caffè Novecento Presentazione libro “La caduta di Krune” di Michele Giannone Modera: Armando Cesaro
ore 16:00 La storia infinita Idee, proposte e ragioni per celebrare il 150esimo dell’Unità d’Italia Si confrontano: Gaetano Quagliariello, V icepresidente gruppo Pdl Senato, Luciano Violante, ex Presidente della Camera, Alessandro Campi, politologo e scrittore, Walter Barberis, docente universitario Modera: Stefano Morelli
ore 17:30 Ritorno al futuro L’epoca di internet, tra informazione, economia e libertà Si confrontano: Italo Bocchino, Vicepresidente gruppo Pdl Camera, Claudio Velardi, fondatore di “Reti”, Luigi Crespi, sondaggista e massmediologo, Andrea Mancia, fondatore Tocqueville, Roberto D’Agostino, fondatore Dagospia, Diego Bianchi, detto Zoro, opinionista televisivo Modera: Augusta Montaruli
ore 19:00 Le ali della libertà 1989 – 2009. Il coraggio e la speranza vent’anni dopo la caduta del Muro di Berlino Si confrontano: Ignazio La Russa, coordinatore nazionale Pdl e Ministro della Difesa, Massimo D’Alema, parlamentare e Presidente Fondazione Italianieuropei, Bruno Vespa, giornalista e scrittore, Riccardo Barenghi, giornalista e scrittore Modera: Giovanni Donzelli
ore 20.30 Premio Atreju 2009
ore 21.30 Concerto ZERO ASSOLUTO
sabato 12 settembre 2009 ore 10:30 La Giovane Europa dei Popoli a confronto La Giovane Italia incontra le rappresentanze giovanili del PPE Introduce: Carlo Fidanza, parlamentare Europeo e vice coordinatore nazionale Giovane Italia Saluto: Marco Scurria, parlamentare europeo, Lara Comi, parlamentare europeo, Licia Ronzulli, parlamentare europeo. Conclusioni: Roberta Angelilli, vicepresidente Parlamento Europeo, Andrea Ronchi, Ministro per le Politiche Comunitarie, Franco Frattini, Ministro degli Affari Esteri Modera: Carlo De Romanis
ore 15.00 Caffè Novecento Presentazione del libro “Stelle Danzanti” di Gabriele Marconi Modera: Michele Barcaiuolo
ore 15.30 Scelta per amore I nuovi italiani. La patria come scelta e l’integrazione possibile Si confrontano: Gianni Alemanno, sindaco di Roma, Flavio Zanonato, sindaco di Padova Con le testimonianze di: Ferdy, vincitore del GF 2009, Maruan Oussaifi, coordinatorenazionale Italiani di II generazione, Vivian Pena, caporal maggiore 2° Reggimento Alpini, Gaylson Silva Lopes, caporal maggiore Paracadutisti Folgore Modera: Cesare Giardina
ore 17:00 Gli angeli di Borsellino Giovani e legalità. Le ragioni ideali della lotta alla criminalità organizzata Si confrontano: Angelino Alfano, Ministro della Giustizia, Roberto Maroni, Ministro dell’Interno, Fabio Granata, parlamentare Con le testimonianze di: Raoul Bova, attore e produttore cinematografico, don Luigi Merola, sacerdote ed attivista anticamorra, Ivan Lo Bello, presidente Confindustria Sicilia Modera: Carolina Varchi
ore 19.00 Saranno famosi Guida pratica per la scoperta del talento e per l’affermazione del merito Si confrontano: Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi e critico d’arte, Francesco Giavazzi, editorialista e docente di Politica economica, Francesco Facchinetti, cantante e conduttore televisivo, Luca Telese, giornalista e scrittore Modera: Arturo Governa
ore 20.30 Premio Atreju 2009
ore 21.30 Concerto ENRICO RUGGERI
domenica 13 settembre 2009 ore 10:30 Il Pdl che vorrei Provocazioni e proposte della Giovane Italia per il Popolo della Libertà Partecipano: Maurizio Gasparri, Presidente del gruppo Pdl Senato, Fabrizio Cicchitto, Presidente del gruppo Pdl Camera Modera: Francesco Pasquali August 26 LA CARTA DEI VALORI DEL NOSTRO NUOVO MOVIMENTOCarta dei Valori La Giovane Italia, federazione di circoli per la libertà, opera sulla base dei valori del cristianesimo, del socialismo umanitario e del liberalismo solidale per: -- la crescita della persona in sé e nelle sue proiezioni relazionali, a partire dalla famiglia e dal lavoro; -- la diffusione delle libertà sociali ed economiche. -- la valorizzazione dei giovani come segno fondante della buone politica. La Giovane Italia è una libera associazione di solidarietà e d’incontro tra personalità diverse, organizzazioni diverse, militanze diverse che si uniscono non in funzione della loro provenienza ma in ragione di visioni, valori e obiettivi comuni. La Giovane Italia assume 5 principi di riferimento per le proprie azioni politiche e culturali: -- la libertà prima dell’uguaglianza; -- la produzione della ricchezza prima della sua distribuzione; -- il principio di sussidiarietà prima della regolazione pubblica; -- l’autogoverno e l’autonomia delle persone e dei gruppi sociali piuttosto che l’attesa dello Stato; -- l’uguaglianza delle opportunità piuttosto che il livellamento ugualitario; La Giovane Italia promuove lo sviluppo sociale attraverso la progressiva e coerente sostituzione dello stato assistenziale con una diffusa e plurale offerta di opportunità tese a dare autonomia e più potere alla persona; dai servizi alla natalità, all’apprendimento continuo, alla prevenzione e cura della salute, all’inclusione nel mercato del lavoro, alla protezione familiare dei soggetti non auto-sufficienti, alle forme previdenziali per una terza età dignitosa e attiva. La Giovane Italia considera necessaria una etica della responsabilità che investa gli individui, le famiglie, i corpi intermedi, le istituzioni attraverso un sistema di regole incentivanti e disincentivanti. La Giovane Italia considera il lavoro come il mezzo fondamentale per l’espressione del potenziale di ciascuna persona e sollecita in conseguenza nuove relazioni industriali utili a promuovere una equa distribuzione della ricchezza attraverso politiche salariali, variabili e differenziate, in relazione al contributo di ciascuno agli incrementi di produttività. La Giovane Italia concorre alla costruzione di un moderno Partito della Libertà, popolare e riformista, attraverso l’approfondimento delle strette relazioni che devono intercorrere tra la dimensione liberale e quella solidale nei suoi valori, nella sua visione, nella sua capacità progettuale, per la costruzione di un’alleanza tra meriti e bisogni. Forte dei suoi 6.000 iscritti, Giovane Italia si propone di “provocare un risorgimento morale e politico e la disponibilità ad un nuovo impegno per fermare il declino verso il quale il bipolarismo impolitico all’italiana sta conducendo il Paese”. August 22 L'Umbria e la disgregazione sociale interpretata dalla sinistraL'Umbria si conferma terra del disastro sociale: siamo l'unica regione d'Italia dove i casi di overdose e suicidio aumentano. Non solo, aumentano anche le ferite da arma da taglio. Questo e' l'allarme lanciato non da un uomo di partito della minoranza, ma dal professor Bussani ex primario del pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia (ex Silvestrini) di Perugia, un esperto del settore che in tanti anni ha vissuto l'evoluzione di questi tristi record umbri scaturiti da una dissennata politica sociale che ha fatto poco e nulla per arginare questi fenomeni. Il professor Bussani oltre a confermare il trend negativo su droga e suicidi denuncia un altro terribile primato umbro che si e' andato ad aggiungere proprio in questo ultimo anno: le morti bianche. Sono infatti in crescita in Umbria le morti per lavoro.
In Umbria, spiega il primario in un noto quotidiano umbro, si "respira il male di vivere", in qualsiasi eta'. Non solo, e' allarmante anche il fatto che la droga in Umbria sta dilagando sempre piu' tra i giovani e con gli spacciatori che vengono pizzicati ormai frequentemente davanti alle scuole rispetto alle "solite" zone presso le stazioni e parchi. Questi dati dimostrano in modo ineluttabile il totale fallimento della politica sociale e di sicurezza messa in atto dalla giunta Lorenzetti: addirittura Napoli , con i suoi tanti problemi, ha registrato un dato migliore della nostra regione evidenziando una netta diminuizione delle overdose che registrano un - 44%, mentre da noi (unico dato in Italia) sono aumentate del 60%!. A poco servono le giustificazioni di locchiana memoria in cui cercando di nascondere le proprie colpe sul disastro sociale interpretato dalla sinistra umbra si cercava di far vedere un bicchiere pieno che in realta' non c'e' mai stato: far vedere questi dati in maniera "positiva" dicendo che "tanto sono dati che colpiscono pochi umbri, in quanto la maggior parte dei tossicodipendenti viene da fuori" non puo' certamente redimere l'operato scellerato di una amministrazione che durante le elezioni si riempe la bocca di parole come "lavoro", "salute" e "integrazione", mentre una volta finita la battaglia elettorale non fa nulla per la salute dei cittadini e per l'integrazione di chi viene da fuori con la popolazione locale. Una amministrazione che rimane impassibile quando si registra il record di morti per droga o quando cominciamo ad essere la regione d'Italia che in rapporto alla popolazione registra piu' morti sul lavoro non e' certamente una buona amministrazione.
Una volta "lavoro" e "salute" erano i cavalli di battaglia della sinistra "storica": oggi non sembra che questa sinistra riesca ad andare oltre alla parola "c" del vocabolario: quella del "capitale" visti i tanti intrighi scoperti dalla magistratura negli ultimi anni nei rapporti tra amministrazioni, imprenditoria e negli ultimi anni anche con importanti infiltrazioni mafiose. L'inconsistenza della politica sociale in Umbria si vede anche nelle risposte che sono state date negli ultimi anni dall'amministrazione regionale per arginare questi fenomeni: per ovviare al problema delle overdose si e' provveduto a dotare il personale sanitario mobile del famoso "narcan", una droga ignettata al tossicodipendente nel momento in cui e' sotto overdose (quando si e' ancora in tempo). Questa droga - perche' questo e' - non fa altro che nei migliori casi salvare la vita al tossicodipendente ma mantenendolo comunque in uno stato di tossicodipendenza: dopodiche' il tossicodipendente viene portato in ospedale e rilasciato poco dopo, pronto per un futuro stato di overdose che prima o poi verra' ancora una volta. Il trend negativo che si sta delineando anche quest'anno per le morti di overdose - 2 casi registrati proprio qualche giorno fa - conferma l'inutilita' di questa soluzione in quanto non e' il "curare" la soluzione migliore ma il "prevenire". Prevenire vuol dire lotta allo spaccio, togliere l'offerta di droga in Umbria o perlomeno restringere ai massimi livelli i gradi di liberta' e di movimento agli spacciatori che oggi sono liberissimi di operare in pieno giorno magari in una piazza affollata di studenti. Il mercato umbro della droga risulta infatti risulta essere quello con il miglior rapporto qualita'/prezzo, un binomio che attira tossicodipendenti (e la malavita) da ogni parte d'Italia. Inoltre nella prevenzione e' importante garantire anche aiuto fisico e psicologico tanto ai tossicodipendenti quanto alle loro famiglie che comunque vivono una tragedia: in Umbria abbiamo tante comunita' cattoliche e laiche che fanno questo di mestiere ma che vengono troppo spesso ignorate dalle amministrazioni e soprattutto sono in costante difficolta' economica per portare avanti queste opere di solidarieta'. Non importa se chi muore poi non e' "umbro" - giustificazione campanilista di chi non sa risolvere il problema - ma importa che gente da tutta Italia viene a comprare e poi morire nella nostra amata regione, che di questi record non ne ha davvero bisogno. Questo e' il dato che deve far riflettere ed e' questa la prova tangibile di una Sinistra che ha perso ogni legame con il territorio, con la realta' sociale e culturale umbra e soprattutto con i cittadini che non si sentono piu' sicuri in quella che una volta era una delle regioni piu' tranquille d'Italia. July 23 LA CRISI ABBASSA I PREZZI...MA NON LE TASSE UNIVERSITARIE!Diminuisce l'inflazione: vanno giu i prezzi dei generi alimentari, dei vestiti, della benzina. Questo sappiamo è dovuto alla crisi e alla conseguente diminuizione dei redditi. Addirittura anche le tasse, sia statali che locali scendono: queste ultime per venire incontro alle famiglie in difficoltà, come ogni istituzione di interesse pubblico dovrebbe fare. Ma non calano invece le tasse universitarie a Perugia, anzi per quest'anno si è deciso un aumento addirittura fino a 400 euro! L'Ateneo perugino dunque, in controtendenza con l'inflazione e con tutte le misure anti crisi adottate da Governo, istituzioni locali e aziende per venire in contro alle famiglie, decide di "combattere la crisi" aumentando spropositamente le tasse, facendo diventare l'istruzione di fatto "un lusso per pochi". In questi ultimi anni inoltre gli studenti hanno visto diminuire sempre di più le borse di studio, il numero delle sessioni d'esame, hanno assistito passivamente a tante promesse mancate da parte dell'università: una fra tutti la totale informatizzazione dell'ateneo in modo da gestire esami e percorsi formativi tutto tramite il web, una grande facilitazione per i tantissimi studenti fuorisede. Dunque si è deciso di far gravare sugli studenti i buchi dell'università. Nei momenti di crisi in realtà si dovrebbe "investire" sul futuro dei giovani in quanto solo loro possono veramente cambiare le cose in una società immobile, clientelare e in piena crisi economica. Ma se con questi aumenti addirittura anche i figli degli impiegati pubblici avranno difficoltà economiche ad iscriversi - così come rilevato da recenti sondaggi - sarà sempre più difficile per i giovani poter avere accesso alla massima istruzione, essere competitivi ed uscire dalla crisi. Una istituzione pubblica dovrebbe guardare all'interesse collettivo e in questo caso l'Università dovrebbe salvaguardare il diritto costituzionale dell'istruzione anche e soprattutto a fronte di una crisi economica, eliminando ogni ostacolo economico e sociale. Tagliare le spese inutili, accorpare corsi, attirare più studenti e investitori, inserire dirigenti competenti che sappiamo veramente fare scelte strategiche giuste, al contrario di come si è fatto in questi ultimi anni aprendo corsi inutili e adoperando una politica dispendiosa di decentramento. Nel frattempo alcune università italiane stanno adottando misure anticrisi come la rateizzazione delle tasse universitarie in 10 mesi a tasso zero (penso all'Università di Enna) di venire incontro agli studenti- come l'aumento delle sessioni di esame, la riduzione delle tasse per le studentesse madri con un certo reddito, maggiori esoneri per gli studenti lavoratori e tante altre agevolazioni per chi proviene da situazioni di disagio sociale. Facendo un piccolo calcolo "locale", vedendo effettivamente come influirà nelle tasche delle famiglie che abitano anche solo poco fuori Perugia, tra abbonamenti autobus e treno (278 il primo e 225 il secondo) e il pagamento delle tasse da parte di una famiglia con una condizione economica "decente" come una ottava fascia dell'indice Isee - sono venti in totale, ma sembra che cambieranno di nuovo in modo da favorire le entrate - si arriva a pagare 677 euro con le tasse dell'anno scorso, subendo quest'anno un aumento di circa 300 euro - non prendo nemmeno l'aumento più alto - si arriva a pagare un totale di 1480 euro annui per l'università perugina. Ovviamente rimangono esclusi i costi dei libri, dell'eventuale affitto, e ovviamente moltiplicato il tutto per il numero di figli all'università. Sono cifre spaventose, che indurranno molte famiglie in tempi di crisi a rinunciare all'università. A questo punto neanche uno studente lavoratore riuscirebbe a sostenere una spesa del genere, di cui ricordo almeno 800 euro dovranno essere spese tutte insieme ad Ottobre all'inizio dell'anno. Questo problema colpirà tanto i neodiplomati che dovranno fare una scelta che inciderà molto sull'economia famigliare, quanto chi gia è in corso e probabilmente cercherà in ogni modo di reperire i soldi per mantenersi l'università, andando a fare uno o più lavori e rallentando così il suo percorso di studi e aumentando in questo modo il numero dei fuori corsisti. Concludendo credo che l'aumento delle tasse non risolverà i problemi dell'ateneo perugino, se non nel breve termine tappando qualche buco: Perugia deve puntare sulla qualità dell'insegnamento non sulla quantità, e la qualità si vede anche negli studenti che si riesce ad attirare, a far crescere e soprattutto a "mantenere" in corso e a far laureare. Spero quindi da studente che tanto gli universitari quanto la società civile riesca a far sentire la propria voce e a far cambiare idea al Rettorato in quanto questa non è la strada giusta da intraprendere per risolvere i problemi. June 30 UN PO' DI CHIARIMENTI SULL'"OBBLIGO DI RETTIFICA" DEL LODO ALFANO Abbiamo ricevuto varie segnalazioni e preoccupazioni sull'obbligo di rettifica del Lodo Alfano: per questo cerchiamo di chiarire insieme a voi se sono preoccupazioni sensate o se sono le solite paure paventate ad arte dagli anti berlusconiani. Per quanto riguarda l'aspetto liberale ovviamente anche noi ci associamo: la libertà è la cosa primaria per una società altrimenti non avrebbe senso la democrazia. Se sei liberale però credi anche nella regola che "la mia libertà finisce dove comincia la tua", e soprattutto sei un garantista fino a prova contraria. Andando sul lodo Alfano per l'editoria (e non si parla solo di internet) viene detto nell'articolo 15 che "per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cuisi riferiscono", se non si adempie a questo c'è una sostanziosa pena pecuniaria. Questa regolamentazione è un rafforzamento del "diritto di rettifica" Legge 6 agosto 1990, n.223 che consiste nella facoltà da parte dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti, pensieri, affermazioni, dichiarazioni, contrari a verità di richiedere al concessionario privato o alla concessionaria pubblica la diffusione di proprie dichiarazioni di replica, in condizioni paritarie rispetto alle notizie pubblicate. Questo dice la legge: con l'ultima legge di Berlusconi il diritto di rettifica è semplicemente garantito nel tempo, ovvero entro 48 ore i giornali e i siti internet tramite i loro moderatori (che dovrebbero essere presenti in tutti i siti) devono dare diritto di replica a chi ne fa richiesta entro 48 ore. Sinceramente non ci vediamo nulla di catastrofico, anzi è una tutela del cittadino dire agli organi di informazione che se si vuole replicare ad un articolo che ci riguarda, la rettifica o il nostro punto di vista lo devono pubblicare entro 48 ore invece che tra 1 anno quando ormai la rettifica sarà inutile e possibili notizie mendaci sono state fatte passare per un anno sulla pubblica piazza. Con questa legge il legislatore non ha fatto altro che colmare una lacuna che esisteva nel precedente diritto di replica. D'ora in poi prima di diffamare una persona (che sia di destra, sinistra o apartitica) i giornali ci penseranno bene prima di pubblicare la notizia e soprattutto daranno a breve termine diritto di replica. June 29 MENTRE IN IRAN SI RIPETE TIEN AN MEN IN ITALIA SI PENSA ALLE VELINEMentre in Italia si sta ancora dibattendo sulle veline del Premier il resto del mondo tiene il fiato sospeso per le gravi vicende che stanno accadendo in Iran. Il solito campanilismo italiano ha portato le vicende private del premier – dal divorzio alle feste – a monopolizzare la televisione italiana, le chiacchiere da bar e i dibattiti politici in Parlamento infischiandosene del resto del mondo e degli ideali di democrazia e liberta’. Dispiace poi non vedere, come accadeva fino a qualche anno fa, le “correnti pacifiste” che hanno sfilato durante altre situazioni – penso alla guerra in Irak, in Afghanistan o nei balcani – durante il quale sembrava che tutta l’Italia, anche attraverso le bandiere arcobaleno, testimoniava il proprio orrore per le guerre. Dispiace ancora di piu’ constatare ancora una volta che quei movimenti pacifisti si sono mossi (e si muoveranno ancora? Non si sa) solo nel momento in cui il paese in questione lottava o contro gli americani o contro Israele. Ancora una volta si e’ scoperta la vera natura di tali movimenti “pacifinti”, che invece di richiamarsi all’ideale neutro della Pace, si rivelano per quello che sono: strumenti di partito. In Iran si sta consumando una delle piu’ grandi tragedie di lotta per la liberta’ da Piazza Tien An Men: i giovani stanno cercando senza l’uso della forza di far valere i propri diritti di liberta’, di voto e di pensiero. Il regime dal canto suo sta mostrando i muscoli e purtroppo gia i morti si contano a decine. Il regime islamista deve fare i conti con una popolazione per l’80% giovane (un sogno per l’Italia!), che nonostante la censura agli organi di informazione è sempre più difficile da controllare. La crescente disoccupazione, le università monotematiche religiose, la corruzzione nel regime, lo spettro della guerra sempre palesato dal governo hanno fatto il resto: i giovani iraniani si sono stancati di vedere un futuro sempre più nero. Non chiedono molto, se guardiamo bene non pretendono neanche la democrazia, gli basterebbe un “regime illuminato”, un po’ come ha fatto il padre della Turchia moderna Ataturk che è riuscito a portare in Turchia il valore del laicismo, della libertà e dell’uguaglianza. I giovani iraniani vogliono che siano riconosciuti i reali voti presi dal moderato Mousavi, vogliono la libertà di pensiero, vogliono università libere dalla religione o perlomeno laiche, vogliono poter studiare all’estero senza compromessi, vogliono più diritti verso lo Stato e non solo doveri, vogliono studiare i grandi autori occidentali, navigare liberamente su internet, scambiarsi opinioni senza aver paura di essere rinchiusi in prigione e poi c’è la grande questione delle donne discriminate che tutti conosciamo, e molte di queste che per la prima volta per spirito di libertà erano in piazza a protestare, sono state le prime a farne le spese. Ora che conosciamo tutto questo, che vediamo anche dai filmati che ci giungono dall’Iran la sofferenza di un intero popolo per una grande ingiustizia, quella di bruciare le ali ad una gioventù piena di speranze, speriamo che in Italia si parli meno di festini e più di ideali come la democrazia e la libertà dei popoli. Qualche politicante dice che ormai la politica degli ideali è finita: io dico che i politici vanno e vengono, gli ideali rimangono nella storia e impressi nel cuore di chi combatte ogni giorno per una vita migliore. Come stanno facendo i ragazzi iraniani che meritano tutta la solidarietà e il sostegno dei popoli liberi. June 09 Nessun ribaltone, ma la gioventù di destra ben rappresentata. Purtroppo il candidato a Sindaco del centro-destra Sbrenna non ce l'ha fatta ad essere eletto. Questo dispiace soprattutto per l'impegno di molte persone, soprattutto ragazzi e ragazze, che credevano veramente nel rinnovamento a Perugia. Evidenetemente i perugini non si sono stancati delle multe ai semafori, della delinquenza, della droga, dei soliti raccomandati.... Ma possiamo certamente affermare che la luce della destra perugina risplenderà nel rosso e tenebroso consiglio comunale che ci si presenta: oltre all'ottimo posizionamento dell'esponente di "forza italia giovani" Romizi (a cui auguriamo un grande in bocca al lupo) registriamo anche il terzo posto - primo tra gli ex aennisti - di Emanuele Prisco, dirigente di Azione Giovani, che abbiamo intervistato pochi giorni fa sul suo programma e aspettative. Niente da fare purtroppo per Alessia Ricci, a cui comunque auguriamo di continuare comunque il suo impegno politico. L'intramontabile Varasano - altro intervistato - invece potrebbe avere ancora delle speranze all'ultimo minuto e speriamo che rientri nella "corazzata giovane" del centrodestra al Comune. Sorpresa invece Scarponi, altro giovane proveniente da Azione giovani che è al momento l'ultimo dei consiglieri entranti, complimenti! Un consiglio comunale dunque ancora "rosso" ma con forze giovani e fresche nel centrodestra che sapranno dare battaglia al "regime" dello zar Boccali. In bocca al lupo a tutti! May 28 "INTERVISTE PER LA LIBERTA" DI PERUGIA: I GIOVANI CANDIDATI DEL PDL![]() ![]() Il nostro circolo di Azione Giovani "Paolo Borsellino" ha promosso un iniziativa per far conoscere i candidati giovani del PDL provenienti dalla militanza in Azione Giovani. Abbiamo così intervistato 3 candidati al Consiglio Comunale di Perugiaprovenienti da Azione giovani: Emanuele Prisco, Leonardo Varasano e Alessia Ricci, un modo per far conoscere ancora di più i giovani che stanno tentando di fare una rivoluzione non solo politica a Perugia, ma anche generazionale. 1)Emanuele Prisco, Candidato per il PdL al Comune di Spoleto, Dirigente Nazionale di Azione Giovani e Presidente del Circolo di AN-PDL "Augusta Perusia", un inizio carriera che per un giovane ha segnato gia traguardi importanti, quale è il motivo che ti ha spinto a candidarti al Comune di Perugia ? Candidato a Perugia. E' stata una scelta condivisa con il circolo e il partito. Mi è stato chiesto di rendermi disponibile e l'ho fatto, con l'entusiasmo di sempre e nella convinzione di poter essere protagonista di quel rinnovameto molto richiesto dalla nostra gente per la Città. Una città che ha bisogno di riconquistare il proprio prestigio, la vivibilità e la sicurezza perduta, e di dare ai cittadini, soprattutto ai giovani, quelle opportunità che meritano. E' difficile oggi per un giovane farsi strada nella politica ? La politica è un servizio oltre che una passione. per quanto mi riguarda mi sono sempre speso quando avevo qualcosa da dire e un contributo da portare, non importa se farò "strada" come dici. importa invece se il progetto che condivido si afferma, e poi per i bravi c'è sempre posto, o no? basta pensare a Giorgia Meloni, il nostro leader giovanile, che a 32 anni ha già ricoperto gli incarichi di vice presidente della Camera e di Ministro. Dei bravi non si può fare a meno se volgiamo una Città migliore di quella che ci lasciano Boccali e LOcchi... La destra giovanile in umbria ha una qualità di classe dirigente che ci invidiano in molti e sicuramente sarà un perno importante per il PDL anche a livello locale e per Sbrenna se, come mi auguro, farà il Sindaco. Quali sono i suggerimenti che potresti dare ai giovani militanti del centrodestra che sognano di fare politica ? Perdonami, non si sogna di fare politca, si fa e basta. la politica è di tutti e c'è spazio per tutti, soprattutto con il nuovo soggetto politico del PDL. SE qualcuno condivide un certo patrimonio di valori e di idee, ha voglia di fare, troverà sicuramnte uno spazio per portare il proprio contributo. Poi c'è l'ambizione umana, ma questa è un'altra storia! E un consiglio al resto dei giovani che in realtà non credono nella politica, quelli che sono in un certo senso delusi e disaffezionati dal mondo politico? Churcill diceva che se tu non ti occupi di politica, comunque la politica si occupa di te. io credo che i giovani non vogliano che altri scelgano per loro, ma vogliono essere protagonisti di ciò che accade e costruire in prima persona il proprio futuro. Io ci credo in questa generazione! Infine potresti dirci i tre punti cardine che caratterizzano di più la tua campagna elettorale, quindi le priorità che vorresti portare in Comune con la nuova amministrazione? E infine anche invece le 3 cose negative che vorresti eliminare totalmente dal comprensorio perugino per cui ti batteresti. Tutte queste domande? E' un esame. Le linee guida della mia campagna elettorale sono: più sicurezza e più vivibilità, una amministrazione amica del cittadino e quindi più trasparente, un nuovo prestigio per Perugia in Regione e nel Paese, più merito e più opportunità per far crescere Perugia, la famiglia al centro della politica cittadina. Le priorità da fare nel primo anno della nuova legislatura sono: ridefinizione dei parcheggi liberi e a pagamento, la ridefinizione della tariffa sui rifiuti a misura di famiglia, la chiusura dei parchi nelle ore notturne e la modifica del regolamento di POlizia Urbana per regolare il nomabaggio e vietare l'accattonaggio. A girare la città e visti gli ultimi 5 anni di amministrazione di cose negative ne vengono in mente molte. Sicuramente se dovessi seglierne una abbatterei i T-Red, perchè sono stati il simbolo della rottura del rapporto di fiducia tra amministrazione e i cittadini e questa è la prima cosa che deve garantire una amministrazione, soprattutto quelle locali. 2) Ciao Leonardo e complimenti anche a te per la candidatura. Forse fra tutti i candidati di AG sei uno dei più conosciuti in quanto da più tempo impegnato in politica come consigliere della IV circoscrizione oltre ad avere una vasta attività culturale e sociale alle spalle anche tramite Alleanza Universitaria. Giovane quindi ma non a digiuno di esperienza politica: cosa ti aspetti da queste elezioni che sembrano oggi più che mai poter rivoluzionare il panorama politico perugino? La giovinezza di per sé non è una categoria valida se non è accompagnata da un grado almeno sufficiente di preparazione e di esperienza. In politica, più che in altri campi, non si può improvvisare: si ha a che fare col “bonum comune”, con i bisogni della collettività. Serve una propensione alla professionalità politica (quella stessa professionalità politica di cui parlava Max Weber). Ecco perché di veline o di giovani in cerca di prebende la politica non ha bisogno: saper curare le pubbliche relazioni non basta. Da queste elezioni mi aspetto una svolta: la sconfitta di chi ha ridotto Perugia nelle tristi condizioni che è fin troppo facile constatare ogni giorno. Il ventre della città, l’umore dei perugini sta cambiando. Tanti anni di malgoverno hanno usurato anche i più pervicaci sostenitori del centrosinistra. È vero: resistono ancora le clientele, i ricatti impliciti, le pressioni indebite che fanno leva sull’esercito dei dipendenti comunali e delle società partecipate. Ma Perugia sta scendendo una china che se non viene arrestata ora potrebbe condurci in un baratro ancor più difficile da risalire. L’immagine della città è a pezzi, la vivibilità è crollata. Serve un cambiamento radicale e il centrodestra - per la prima volta - ha un candidato a sindaco credibile, pugnace ancorché inclusivo, in grado di catalizzare consensi anche fuori del nostro consueto elettorato. Poi mi aspetto una seconda svolta: qualche cambiamento significativo nelle fila del centrodestra stesso. Dopo tanti anni forse qualcuno è demotivato e allora non serve adeguatamente la causa. E poi una carica politica è per definizione limitata nel tempo, non può essere vitalizia… Provieni da un mondo giovanile dove è difficile fare politica, poter emergere - soprattutto in una città rossa - e dove è anche facile disinnamorarsi della politica. Quali sono quindi secondo te i fattori che portano un giovane ad affermarsi in politica e soprattutto a trovare anche il coraggio di candidarsi in una città per tradizione avversa al centrodestra ? Il disamore per la politica è un problema generale, non riguarda solo il mondo giovanile del centrodestra. Le degenerazioni della politica tendono ad allontanare chiunque, ma della politica non possiamo disinteressarci: ha a che vedere col nostro agire quotidiano. Provenire dal Fronte della Gioventù e poi da An è certamente un ostacolo - o addirittura un marchio d’infamia - in contesti in cui regna il monocromatismo politico, l’ottusità e il pregiudizio politico. Cionondimeno, parafrasando Pound, se non siamo in grado di combattere per le nostre idee c’è qualcosa che non va: o non valiamo noi o non valgono le nostre idee. Negli anni ho confermato e rafforzato le mie convinzioni ideali, ora mi piacerebbe materializzarle in un’azione politica fattiva. Possibilmente legata al governo della città. Quali sono i valori in più che porteresti con te se fossi eletto in Consiglio comunale ? Ho innanzitutto un mio programma comportamentale. Non mi sento legato o dipendente da nessun potere. Concepisco la politica come servizio verso la collettività. Una politica aliena da condizionamenti, da tendenze consociative, da sotterfugi. La politica, come l’ho sempre pensata, deve essere onesta e trasparente. Questo sarà il mio primo impegno. Il secondo sarà la serietà: una presenza costante. Chi viene eletto non può poi disinteressarsi del consesso a cui appartiene. Purtroppo si è visto anche questo. Su un piano strettamente pratico vorrei offrire il mio contributo fedele e concreto all’azione di Pino Sbrenna. Al quale, soprattutto se governeremo, avrò molte idee da proporre… Cosa salveresti della Giunta Locchi (se esiste qualcosa da salvare) e cosa sarebbero invece le cose che vorresti far cancellare subito qualora fossi eletto ? Al di là delle elezioni, con tutta la buona volontà e spogliandomi di ogni pregiudizio, faccio fatica a trovare qualcosa di salvabile di un’amministrazione disastrosa. Forse a voler essere proprio indulgente, terrei un paio di rotonde ben fatte: niente di più, in dieci anni… La prima cosa da fare, concordo con Pino Sbrenna, sarà abbattere i T-red, emblema di malgoverno e monumento al disprezzo del centrosinistra verso i perugini. Poi c’è la questione sicurezza che andrà finalmente affrontata con serietà, sollecitando anche la polizia municipale… Ultima domanda, ma non meno importante: tu sei molto legato al mondo universitario e conosci molto bene le problematiche relative alla gestione dell'università: quale futuro proporresti per l'Università degli studi di Perugia ? L’Università ha un suo governo. La gestione dell’ateneo spetta dunque al Magnifico Rettore. Certo è che Università e Comune non potranno più essere enti distinti e distanti, addirittura configgenti, com’è avvenuto finora (si pensi alla clamorosa assenza del sindaco ad alcune inaugurazioni dell’anno accademico). Solo una seria compartecipazione alla crescita dell’ateneo - che, è bene ricordarlo, costituisce la prima “azienda” della regione - potrà portare ad un rilancio di Perugia. Comune ed ateneo, del resto, non devono concepire gli studenti come mera fonte di guadagno: sono una risorsa. Se venendo a Perugia troveranno un’università seria, una città accogliente e vivibile gli studenti non potranno che essere il miglior spot vivente della nostra città. Perché vessarli con mezzi pubblici scomodi, con affitti vergognosi, con multe odiose, con servizi scadenti? Così non si fa altro che allontanarli, tanto più in un momento storico in cui gli atenei sono prolificati e si tende a studiare a casa propria… 3)Prosegue il giro di interviste promosse dal nostro circolo sui candidati del PdL provenienti dal mondo giovanile. Alessia Ricci,candidata al Comune di Perugia per il Popolo della libertà,proveniente anche lei dal mondo di Azione Giovani e dopo anni di militanza e tante battaglie ha deciso di scendere in campo per far vincere il centrodestra e proporre le sue idee. Ma andiamo a conoscere meglio la candidata: Ciao Alessia, innanzitutto complimenti per il coraggio. Non deve essere facile candidarsi in una città rossa, soprattutto per una giovane come te che nonostante i tanti anni di militanza e la tua affermazione ormai nel movimento giovanile di AG, dovrà fare certamente i conti con i "veterani"della politica e scontrarsi contro una intera classe di potere che da decenni governa e spadroneggia su Perugia. Da dove nasce quindi la tua voglia di candidarti ?Bella domanda davvero..Sarà banale come risposta, ma ti dico la voglia di provare a mettere il mio impegno a disposizione di tutti, di portare una voce giovane all'interno del Consiglio comunale,che magari non potrà cambiare chissà quanto, ma almeno potrà portare voglia di cambiamento... Pensi che oggigiorno per un giovane sia difficile poter emergere in politica? e per una donna? Innanzitutto non farei distinzioni di sesso tra uomini e donne; so che la società è abituata ad attuarle, ma a me piace giudicare le persone dalle loro capacità, dal merito e dalla loro onestà, altrimenti si rischia di fare una ghettizzazione sicuramente più ingiusta di quella che si intende combattere. In generale, i giovani hanno difficoltà ad emergere non perchè non ne hanno le capacità, ma perchè non gli si offrono opportunità serie di crescita politica, c'è bisogno che il movimento giovanile sia parte integrante della più ampia organizzazione partitica, con un reale potere di discussione e di decisione sulle scelte. Quali sono i punti cardine che porteresti con te nel nuovo consiglio comunale se fossi eletta ?Vengo da cinque anni di legislatura nella prima circoscrizione, in una parte di centro storico che ha subito scelte altamente discubili sotto il profilo della sicurezza, con quotidiani episodi di vandalismo e altro condannati solo a parole ma nei fatti giustificati da un'incapacità di contrasto locale; economico, in cui si punta prinicipalmente ai grandi eventi per dare ossigeno all'economia e non ad un serio piano di aiuti alle attività già presenti che non riescono più a sostenersi da sole. Ti cito l'esempio di monteluce,zona in cui vivo, che con la dismissione dell'ospedale si prepare a vivere sette anni di difficoltà gravi, e poco importa se i tempi per la ricostruzione vengono definiti "relativamente brevi" dalla sinistra, il problema sta nella fase di transizione, per le famiglie che vivono lì e pensano di andarsene, le attività che chiudono perchè manca clientela.. Quello che manca, nel complesso è una politica che si occupi parallelamente sia dei grandi obiettivi futuri che della quotidianità della sua gente. In consiglio sicuramente porterò la mia voglia di imparare, di confrontarmi e la promessa di ricordarmi che un consigliere è prima di tutto un cittadino, come tutti gli altri. Domanda banale ma fondamentale per tutti noi: si parla tanto di dare spazio ai giovani, di fare politiche a loro favorevoli. Tu sei giovane e sicuramente riesci meglio a interpretare i nostri bisogni rispetto a tanti altri politici al Comune che dicono di parlare in nome dei giovani ma "non pensano" come giovani. Puoi dirci tu cosa proporresti per aiutare la vita sociale, economica e culturale dei giovani perugini ? Siamo una città universitaria e gran parte della nostra ricchezza deriva da questo, ma la città non sempre si mostra all'altezza, basti pensare all'assenza di una cittadella universitaria con un campus che possa ospitare gli studenti fuori sede che devono ora sborsare cifre irreali per una stanza,o per un posto letto; segreterie scomode da raggiungere, parcheggi da pagare (e cari) davanti alle facoltà... Bisogna che l'associazionismo non rimanga un mondo a sè, ma sia realmente supportato, anche finanziariamente, e rappresentato in tutte le sue componenti. I giovani spesso hanno difficoltà a formarsi una propria famiglia,a comprasi una casa o avviare un'attività; misure tese ad agevolare fiscalmente per i primi anni, nuovi piccoli imprenditori o giovani coppie con serie politiche di supporto sociale, magari utilizzando fondi europei per non gravare interamente sul bilancio comunale, non mi sembrano così astratte e mi chiedo perchè in questi anni si siano lasciate cadere nel nulla... Ti ringraziamo per aver risposto alle nostre domande, sicuramente non esaurienti di tutto ciò che vorresti e potresti fare in Comune ma che sicuramente hanno dato una chiara idea sulla tua candidatura e sul tuo modo di fare politica. Complimenti ancora e in bocca al lupo! Le interviste le trovate anche sul sito nazionale di azionegiovani, www.azionegiovani.org |
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